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Pan – Viaggio sull’isola che non c’è

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Regia: Joe Wright – Interpreti: Levi Miller, Hugh Jackman, Rooney Mara, Garrett Hedlund – Usa 2015- Durata 111- Trama: le origini di Peter Pan in una rivisitazione molto moderna del classico di J.M. Barrie

Una settimana fa mia figlia ed una amichetta hanno festeggiato il compleanno al cinema, film scelto, “Pan viaggio sull’isola che non c’è“, di cui, nonostante un trailer abbastanza carino, avevo sentito le peggio cose.  “Peter Pan” non rientra proprio tra i miei preferiti, eppure un’ennesima rivisitazione sotto forma di prequel di quello che, comunque rimane un classico, mi lasciava parecchio perplessa. E l’approccio scelto da Wright è abbastanza disorientante. Almeno fino all’arrivo a l’isola che non c’è l’approccio scelto è abbastanza classico però da quando Peter e gli altri arrivano sulpanl’isola, il film va un pochino in confusione.

Tenere alta l’attenzione dei ragazzini oggi lo sappiamo, è difficilissimo, quindi, per non deludere nessuno Wright butta nel calderone praticamente di tutto. L’isola che non c’è sembra uscita da “Mad Max- oltre la sfera del tuono” ed accoglie i nuovi arrivati sulle note di “Smells like teen spirit” dei Nirvana, abbastanza disorientante debbo ammetterlo…Barbanera, interpretato da un Hugh Jackman in caduta libera, senza dubbio il punto debole dell’intero film, è così imparruccato e così esagerato ad essere stucchevole. Uncino non è il nemico, anzi, e somiglia vagamente ad un Indiana Jones, se possibile, ancora più strafottente. E poi abbiamo nell’ordine navi volanti, uccelli fantastici, principesse guerriere e fate luccicanti. Combattimenti, ed esplosioni e magiche apparizioni. C’è stato un momento in cui, debbo ammetterlo, ero così stranita che pensavo quasi di stare guardando “Matrix”. Perché in “Pan- viaggio sull’isola che non c’è” c’è tanto, a volte c’è davvero troppo.

Però, se debbo essere sincera, non mi sento di condannarlo, principalmente per tre motivi.

Il primo che, in mezzo a tutto questo can-can c’è lei, Rooney Mara, che salva tre quarti di film da sola. Bellissima, magnetica, indomita, la perfetta principessa moderna, è lei a guidare Peter verso il proprio destino. Ovviamente il personaggio è diventata all’istante l’idolo di tutte le partecipanti alla festa. Abbiamo poi l’interessante debutto di Levi Miller, con quella adorabile faccetta da canaglia, resta in scena per tutto il tempo, reggendo bene, e si dimostra sicuramente più simpatico della maggior parte dei ragazzini visti al cinema di recente.

Il terzo motivo? Le bimbe si sono molto divertite ed io, quando i bambini si divertono, sono abbastanza indulgente. E i grandi?Ogni  tanto ci si perde e manca un pochettino di magia, ma fondamentalmente intrattiene e non annoia nemmeno i grandi.

Niente di trascendentale quindi, ma è una fiaba ed alle fiabe si vuole sempre bene.

Ilaria. Mamma prima di tutto. Con l’amore per il cinema. Blogger per passione. Diciamo che ho trasferito l’abitudine di annotare i film che mi sono piaciuti (e quelli che mi hanno deluso) dal quaderno piccolo ad un quaderno un po’ più grande. A futura memoria. (cinquecentofilminsieme.blogspot.com)
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