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Lo chiamavano Jeeg Robot

1 comment

Regia: Gabriele Mainetti

Interpreti: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli

Trama: Enzo è criminale di mezza tacca che vive  a Tor Bella Monaca. Un giorno, per fuggire a un inseguimento, finisce nel Tevere dove verrà a contatto con un bidone che perde sostanze radioattive. Dopo una notte infernale, assunto da un balordo per un lavoro facile che ovviamente finirà malissimo, scoprirà di aver sviluppato una forza sovrumana. All’inizio pensa di mettere a frutto la cosa per rapine facili, ma ben presto la sua attenzione si sposterà su  Alessia figlia del complice di Enzo,  perseguitata da un pericoloso boss psicopatico noto come lo Zingaro. La ragazza non è lucida di mente, non ha più nessuno al mondo e passa le giornate a guardare episodi del cartoon Jeeg Robot d’acciaio credendoli reali.  Enzo diventerà il suo angelo custode e lei gli farà capire che forse, c’è bisogno davvero di eroi.jeeg robot 2

In occasione dei prossimi David di Donatello, la cui conduzione quest’anno sarà affidata al bravo Alessandro Cattelan (finalmente un presentatore degno di questo nome per il più importante premio cinematografico italiano…), voglio parlarvi di un film che ha ottenuto ben 16 candidature. E che rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno nel panorama italiano. L’esordiente Gabriele Mainetti, stiamo  parlando di un’opera prima, sdogana il film di supereroi e lo trasporta nel panorama sottoproletario italiano. Il risultato è il film italiano che non ti aspetti, o, forse stavi aspettando da parecchio tempo. Premessa importante, considerato soprattutto il luogo in cui sto scrivendo, non è un film per bambini piccoli. Ma se avete figli adolescenti portateceli pure. Ma perché tanta esaltazione?Cerchiamo di spiegarci possibilmente evitando ogni forma di spoiler. Siamo di fronte prima di tutto ad un film coraggioso. Mainetti non solo  porta sullo schermo qualcosa di completamente diverso, ma lo trasporta in un contesto di provincia “brutta, sporca e cattiva”. Lo chiamavano Jeeg Robot è poi un film davvero curato sotto ogni aspetto, non pensate a una pellicola raffazzonata, che magari scimmiotti i più blasonati film di genere americani; qui abbiamo un film fatto, da chi cinema lo sa fare, ed anche bene. Bella la fotografia, pazzesca la colonna sonora…diverte, esalta, a volte commuove grazie a tre protagonisti scritti ed interpretati magnificamente. Claudio Santamaria, dotato tra l’altro di una voce meravigliosa (ascoltare la canzone dei titoli di coda per credere) è una certezza, il suo è l’eroe per caso più incisivo degli ultimi anni; solitario, menefreghista, abita in un buco di casa fetido nutrendosi di budini, è di una bontà ruvida ma profondissima. La sorprendente debuttante Ilenia Pastrorelli, proveniente dal “Grande Fratello” è la principessa da salvare, dolce sciroccata rifugiatasi, e no, non vi dico il perché, nel mondo di “Gig Robò “. Ma il migliore è lui, Luca Marinelli. Il suo Zingaro è un cattivo da manuale del cinema, esagerato, grottesco, in preda al desiderio di celebrità a qualunque costo, uno di quei personaggi che farebbe impazzire un certo Quentin Tarantino. Insomma, “Lo chiamavano Jeeg Robot” è un piccolo miracolo che merita di essere supportato, se riuscite a trovarlo, la distribuzione è quella che è nel suo caso è stato il passaparola a compiere il miracolo, correte a vederlo, merita davvero.

Ilaria. Mamma prima di tutto. Con l’amore per il cinema. Blogger per passione. Diciamo che ho trasferito l’abitudine di annotare i film che mi sono piaciuti (e quelli che mi hanno deluso) dal quaderno piccolo ad un quaderno un po’ più grande. A futura memoria. (cinquecentofilminsieme.blogspot.com)
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  1. Sergio Rivelli says:

    La recensione è fatta così bene che suscita l’interesse a non lasciarselo sfuggire… Lo vedremo a tutti i costi!

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