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Ribelle – The Brave

diretto dai registi Mark Andrews e Brenda Chapman,  che portano nelle sale la prima favola classica firmata Pixar

 

Trama

Finalmente una principessa che non deve essere salvata: è Merida, la figlia primogenita di Fergus ed Elinor, sovrani di un felice regno dell’antica Scozia, che adora tirare con l’arco, andare a cavallo, scalare montagne e bere dalle sorgenti, mentre le vanno strette le regole e “l’etichetta” che la madre vuole insegnarle, così come le va stretto il vestito che la mamma-regina le fa indossare il giorno in cui lei dovrà assistere agli Highland Games, una gara tra i primogeniti dei sovrani degli altri tre regni, che, come impone la tradizione,  precederà il matrimonio combinato tra la principessa e il vincitore per mantenere l’equilibrio e la pace tra i regni. Ma questa tradizione e quel vestito sono per Merida troppo stretti: uno “strappo” e un bersaglio centrato, conditi dalla magia che “trasforma” un desiderio in realtà (non desiderata), costituiscono l’inizio di un’avventura  i cui ingredienti – oltre al coraggio che innesca la trama, ne permette lo svolgimento e, alla fine, il ripristino dell’armonia – sono il passaggio dalla ribellione alla comprensione, la reciprocità nell’insegnamento-apprendimento tra madre e figlia e la curiosità, che fa anche di un fuoco fatuo, un elemento importante per la crescita personale.

La colonna sonora, in cui si alternano sonorità celtiche alla voce della rossa Noemi, la naturalezza dei paesaggi e l’espressività dei personaggi, resa possibile dal livello di creazione ed elaborazione grafica raggiunte nel campo dell’animazione computerizzata, rendono questa avventura davvero emozionante ed evocativa nonostante  la struttura canonica della favola che termina con il lieto fine.

 

E dopo parliamo

di quanto sia importante riempire il proprio bagaglio conoscitivo (acquisendo anche conoscenze che possono al momento sembrare inutili) ed esperenziale per poter scegliere al momento opportuno il proprio destino, in maniera libera e in armonia con le proprie attitudini e i propri talenti, rafforzando e potenziando anche la capacità di “pagare il  prezzo della libertà” .

Parliamo anche del saper trovare il compromesso adeguato per salvaguardare la propria libertà, senza nuocere agli altri.

A noi genitori il film ricorda quanto sia importante “ascoltare” le nostre figlie e i nostri figli, rispettando le loro attitudini, i loro talenti, perché, comprendendoli, possiamo imparare da loro a non curarci di etichette vuote e formali quando ad esse non corrisponde una sostanziale funzionalità.

Curiosità

ce ne sono tante, dal nome-cameo in onore a Steve Jobs (uno dei lord scozzesi si chiama Macintosh) ad elementi di altri film della Pixar, che sono disseminati nel corso del film (un ritratto di Sulley di Monsters & Co, l’arazzo della regina presente in Cars 2 dentro un locale), anche se la più eclatante riguarda la realizzazione dei meravigliosi capelli di Merida: più di 1500 boccoli rossi, ognuno di loro scolpito individualmente, per un totale di 111,700 capelli!

 

 

VIOLENZA                                          

SESSO                                                   

TURPILOQUIO                                 

 

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