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Il cinema come strumento educativo

Educare è un viaggio

In un mondo complesso caratterizzato dalla velocità e dal cambiamento, come quello in cui stiamo crescendo noi e i nostri figli, fare il genitore come se fosse un mestiere non basta: occorre “entrare nel ruolo” ed essere genitore, assumendosi la responsabilità di uno dei compiti più faticosi ma anche più affascinanti che possiamo sperimentare nel corso della vita: l’educazione.

Educare un figlio è un viaggio di scoperta, uno scambio il cui fine è la trasmissione di valori che come dei fari possano orientare la navigazione nel mare della vita.

Educare in modo divertente

Mamma e figlia leggono insieme un libro

Trasmettere valori vuol dire avviare un processo comunicativo in cui l’esempio dato quotidianamente è sicuramente lo strumento più efficace, ma poiché la difficoltà è data proprio dalla distanza che frapponiamo tra il dire e il fare, perché non avvalerci di altre forme di comunicazione che possano agevolarci e supportarci in questa impresa, rendendola magari anche più gradevole e divertente?

Il  cinema che coinvolge sia la testa, attraverso immagini e linguaggi,  che il cuore, evocando e facendo provare e riconoscere emozioni,  può costituire una risorsa efficace,  a patto però che  a seguito della visione del film venga stimolata una riflessione ed una elaborazione dei significati, sotto forma di conversazione e dialogo, evitando la modalità interrogatorio/interrogazione per non dover poi fare i conti con un improvviso e inspiegabile odio per il cinema da parte dei nostri figli…

Il film è uno specchio

Come si legge nel libro “Guardiamoci in un film” della Professoressa Vanna Iori, ordinario di Pedagogia Generale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano, “guardare un film è sempre guardarsi in un film, perché ogni film parla di noi, delle nostre storie, delle nostre attività, delle nostre esperienze e degli stati d’animo che le accompagnano.

Il cinema può ispirare modelli, comportamenti, scelte e visioni del mondo che non solo rappresentano la vita ma la trasformano.”

Il cinema è uno strumento che può incidere profondamente nei processi di apprendimento:  è una concentrazione di accadimenti e trasmissione di esperienze nello stesso tempo.

Scrive Cesare Musatti, fondatore della psicanalisi italiana: “ quando ci si domanda per quale motivo il cinematografo ha una così grande presa sul pubblico, perché esercita un’influenza molto maggiore che non il teatro o qualsiasi altra forma di spettacolo, la risposta non può essere trovata che in questa possibilità che il cinematografo ha di trasportare lo spettatore in un’altra realtà: la sala scompare, lo spettatore è trasportato con un incantamento nella scena rappresentata…

 

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