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Voci senza volto

Facciamo un esperimento: chiudiamo gli occhi e proviamo a pensare a Heidi, il cartone animato anni 80, della orfanella, cresciuta in montagna. Ovvio, la prima cosa che viene in mente, è la sigla. E poi? Potrà sembrare strano, ma io ricordo alla perfezione la voce del nonno. Calda, avvolgente, profonda. Alle volte burbera e nello stesso tempo rassicurante.

Può una voce determinare il successo e la credibilità di un personaggio “animato”? Io dico di sì. Addirittura sostengo che soprattutto la voce giusta può trasformare un disegno in qualcosa di vivo, coinvolgente e credibile.

I bimbi sono istintivi, veri. Non li puoi ingannare. Credo non ci sia pubblico più difficile e selettivo. La scelta della voce giusta, assume un’importanza ben diversa, nei loro confronti.

Voce cattiva? Arrivano gli incubi di notte.

Voce allegra? Addio credibilità.

Voce con accento straniero? Non la capiscono.

Possiamo solo intuire quanto lavoro ci sia dietro a un doppiaggio professionale.

Chi sono in realtà questi doppiatori dei quali al massimo leggiamo i nomi nei titoli di coda?

Le Mamme al Cinema sono curiose e osano sbirciare dietro le quinte, scoprendo un mondo impegnativo, ma affascinante, quello dei doppiatori.

 

Abbiamo infatti il piacere di avere qui con noi Lucia Valenti. Vuoi parlarci un po’ di te e del tuo ruolo all’interno di ODS (Operatori Doppiaggio e Spettacolo)?

 

Sono in ODS dalla sua fondazione, avvenuta nel lontano 1983. La nostra cooperativa è alla soglia dei 30 anni!! Da 9 anni circa ne sono anche la presidente.

 

Com’è nata la vostra cooperativa?

 

È nata da un pool di attori doppiatori di Torino che sentirono l’esigenza di creare una realtà in una città dove ancora il doppiaggio era all’inizio, dove l’Enpals era quasi sconosciuto e dove fino ad allora si era sempre stati isolati, ognuno a coltivare il proprio orticello personale. Ma quanto si è riusciti a fare insieme, non lo si sarebbe mai potuto fare singolarmente.

 

È divertente doppiare i cartoni?

 

Tanto. Tanto, ma tanto, tanto, tanto. È liberatorio. È come tornare bambini. È rivedere il mondo attraverso il gioco dei colori, della serenità, dell’ironia e della libertà. South Park a parte, ovviamente. Non che non sia divertente doppiarlo, ma non è di certo un prodotto rivolto ai bambini!!

 

C’è differenza tra il doppiaggio di cartoni animati e quello per film? Se sì, quale?

 

Si, c’è. Le animazioni per bambini, come detto, ti portano sempre in un mondo migliore.  Doppiare attori di film o telefilm spesso, invece, ti trascina in un mondo peggiore. Per “vivere” il tuo personaggio/attore, non puoi starne fuori. Devi entrare in quel mondo, devi entrare nella dinamica della storia, devi sentire le sue emozioni. C’è una differenza anche nella gestione del “sincrono”. Nelle animazioni di un certo genere devi avere incredibili riflessi e articolazione straordinaria per stare dietro a certi ritmi.

 

Tra i cartoni da te doppiati, ce n’è uno che preferisci? Oppure c’è un personaggio che ti sei divertita particolarmente a doppiare? Se sì, lo vuoi presentare ai nostri lettori?

 

Pina, la pinguina di “La banda volante”, una bellissima produzione italiana (Topo Sodo)  andata in onda su rai2. Ma certamente, come non essere legati a quell’incredibile piccolo ebreo dal cappellino  col para orecchi verde, provocatorio, ma incredibilmente onesto e saggio, succube del terribile Cartman, di nome Kyle Broflosky? Per chi conosce e segue i South Park, nessuna spiegazione necessaria. Per chi non li conosce… nessuna spiegazione possibile.  Comunque nella irriverente e blasfema serie americana, doppio anche la madre stessa di Kyle, la mamma di Cartman, Jimmy e tanti altri personaggi. La sfida è saper giocare così bene di caratterizzazioni da non essere riconosciuti sui vari personaggi!

 

Puoi descriverci i vari passaggi da svolgere per vuoi doppiatori a partire dalla ricezione del film in lingua, fino ad arrivare alla versione finale, pronta per la visione?

 

Sicuro. Il video del prodotto (che sia un film o una serie televisiva) arriva a noi nella lingua originale accompagnato dal copione, sempre ovviamente in lingua originale.  Vengono effettuate le “copie lavoro” che serviranno per il doppiaggio in sala e per l’adattatore che si occupa di realizzare la nuova sceneggiatura in italiano, rispettando i movimenti labiali.  Nel frattempo il prodotto viene visionato dal direttore del doppiaggio e dall’assistente che si occupa di preparare i “piani di lavoro” (in breve, il taglio delle scene e tutta l’organizzazione del doppiaggio).  Poi avvengono i “casting”, ossia i provini sui personaggi principali per la scelta definitiva delle voci. Dopo di che, in base alle scelte, si incominciano a fissare i turni in sala di doppiaggio per la registrazione vera e propria. Una volta che tutti i personaggi sono stati doppiati, si procede con la fase di post produzione. La registrazione viene mixata con le colonne originali di musiche e rumori. Ogni fase di questo meticoloso lavoro, deve essere effettuata nel pieno rispetto della scelta registica originale, cercando di rimanere fedeli al taglio, allo spirito del prodotto  e all’anima di ogni personaggio.

 

Usate solo le vostre voci “al naturale” o anche degli effetti particolari che ne modificano tonalità, timbro o altro? Quanto incidono i rumori di sottofondo? Aiutano a creare la giusta atmosfera?

 

Per quanto ci riguarda, è molto raro che si intervenga su processi che modifichino le voci.  Nei cartoni animati, ripeto, è solo bravura dei doppiatori. Solo in caso esista già in originale un effetto su una voce, si cerca di ricrearlo anche sul doppiato. Ricordo ad esempio la voce di Satana  o di Chef nei South Park che venivano “processate” per evidenziare ulteriormente le tonalità più gravi.

 

Cosa ne pensi di questa nuova tendenza, adottata forse in primis dagli Americani, di “usare” attori famosi, tipo Belen, per i doppiaggi?

 

Tastino dolente… Comprendo la necessità commerciale legata alla scelta di far doppiare personaggi famosi per stimolare una parte di pubblico, che magari non andrebbe a vedere il cartone, ad andarci. Purtroppo, se questa scelta può funzionare dal punto di vista commerciale, secondo me a volte non funziona proprio dal punto di vista artistico, perché ti trovi ad ascoltare delle voci inadeguate e “scollate” dai personaggi.   Con le debite eccezioni. Renato Zero, ad esempio, è stato bravissimo a doppiare  Jack Skeletron in “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton, sia nella parte parlata che cantata!  Oppure Massimo Ranieri, che ha doppiato Quasimodo in  “Il gobbo di Notre Dame”.  Lo stesso Massimo Lopez che doppiò sotto la mia direzione il personaggio malvagio di  Ramfis in “Aida degli Alberi”,  fece un eccezionale lavoro.  Anche la scelta di Iacchetti sul personaggio di Kak si rivelò buona. Il personaggio era simpatico, mattacchione e divertente proprio come lui, che riuscì a coglierne lo spirito. Insomma, se scegli un bravo professionista, con una certa sensibilità e magari almeno attore, pur faticando,  puoi comunque ottenere un risultato di tutto rispetto. Non è proprio così se a doppiare ci metti un calciatore….

 

Non vi occupate solo di doppiaggi, vero?

 

Audiolibri.  Questa è la nostra nuova sfida. Ricreare il mondo e lo spazio entro cui il libro si svolge e permettere all’ascoltatore di “vederne” quasi il film estratto dalla sua stessa fantasia, solo ascoltando.

E  poi va detto che ODS ha un settore dedicato alla formazione nell’ambito dello spettacolo e del doppiaggio che va davvero forte. Sono tanti i giovani (e non solo giovani) che si iscrivono ai nostri corsi. La nostra didattica va dalla dizione, al canto, alla recitazione teatrale e cinematografica, ai corsi di doppiaggio vero e proprio con specializzazioni interne sulla documentaristica e sulla pubblicità. Ci sono poi percorsi dedicati a professionisti,  più improntati quindi al parlare in pubblico o a comunicare in modo efficace.  Ultimamente abbiamo lanciato un seminario gratuito  di due incontri di tre ore, dedicato agli insegnanti. Vorremmo portare loro il nostro contributo cercando di aiutarli ad esempio nel corretto utilizzo della voce (preservare le corde vocali) e nell’applicazione di certe tecniche espressive che li aiutino a coinvolgere maggiormente i ragazzi.

 

In cosa consistono le vostre iniziative “Il gioco delle voci” per bambini?

 

Si tratta di un seminario gratuito aperto a tutti i giovanissimi (dagli 8 ai 12 anni). In questo seminario di circa due ore, si stimolano i piccoli a giocare con le sfumature  e i “colori” della voce e poi si gioca, in sala, a “doppiare” alcuni personaggi di cartoni animati. È il preludio, per chi lo desideri, ad un percorso formativo che  aiuta a maturare una consapevolezza del proprio fisico, a imparare la corretta respirazione, ad acquisire maggiore padronanza nel parlare e nel leggere e a sviluppare la capacità di maggiore integrazione e ascolto reciproco, oltre a scoprire la gioia, ma insieme la disciplina e le regole, della recitazione.

 

 

È ancora possibile partecipare? Come fare per contattarvi?

 

Assolutamente si. Questi seminari si susseguono durante l’anno. Per avere date e maggiori informazioni basta telefonare alla segreteria ODS allo 011/4472759 oppure scrivere una mail a ods@odsweb.it

 

Grazie mille, Lucia, a nome di tutte le Mamme al cinema per la tua professionalità e disponibilità.

 

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2 thoughts on “Voci senza volto”

  1. Io penso Pierluigi che i nostri doppiatori siano fantastici! Purtroppo ciò non ci aiuta con l’inglese…

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