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Balto

Un film di Simon Wells. Produzione: Universal Pictures e Amblin Entertainment – Usa, 1995. Durata 75 minuti

TRAMA: Quella di Balto è una storia vera adattata a film di animazione. Parla di un cane meticcio che vive in un villaggio dell’Alaska, escluso e rifiutato da tutti. I suoi amici fedeli sono un’oca e due orsi tonti e pasticcioni. La storia si snoda intorno ad una disgrazia che colpisce i piccolo villaggio di Nome, un’epidemia di difterite, malattia che nei primi del ‘900 – periodo in cui è ambientato il film – si diffondeva velocemente tra i bambini fino a provocarne la morte se non curata con i necessari medicinali. Ci si mette, poi, anche una forte tempesta di neve che blocca i trasporti impedendo l’arrivo delle medicine. Insomma, l’unico mezzo da percorrere per raggiungere le scorte tanto attese sono i cani da slitta; ma chi sarà in grado di sfidare la tempesta e i pericoli dei ghiacci allo scopo di salvare la vita a tanti bambini?

E DOPO PARLIAMO: del valore dell’amicizia; della semplicità del coraggio nelle grandi imprese se motivate dall’amore; dell’incomprensione e dei pregiudizi che portano all’emarginazione; del bullismo.

NOTE: Se andate a Central Park a New York potrete ammirare la statua di Balto.

CURIOSITA’: La storia del vero Balto è finita non proprio bene. Divenuto famoso, fu acquistato per esibirsi in uno spettacolo circense; gli fu dedicata una statua al Central Park di New York ma poi morì nel 1933 cieco, sordo e malconcio nello zoo di Cleveland, all’età di 14 anni.
Un’altra curiosità, non da poco, riguarda il malinteso che portò il cane Balto al centro delle attenzioni, sottraendole al suo collega Togo, solo per il fatto di aver concluso lui la fatidica corsa del siero. Infatti per recuperare l’antidiossina necessaria a curare i casi di difterite, che si diffusero realmente a Nome nel 1925, fu organizzata una staffetta con cani da slitta che percorsero in cinque giorni millesettecento chilometri. Fu proprio Togo a fare la parte della staffetta più pericolosa, ben 162 chilometri, contro i 95 di Balto, passando su una lastra di ghiaccio sottilissima. E fu, ancora, la sua bravura e il coraggio del suo guidatore (tra l’altro padrone anche di Balto) ad accorciare i tempi della corsa del siero salvando la vita a numerosi bambini.

 

 

 

Carlotta Urbani, praticante giornalista, designer di gioielli per passione, ha fatto parte per molti anni della redazione della trasmissione di Radio 1 RAI Permesso di soggiorno.

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