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Le cinque leggende

Un film di Peter Ramsey. Animazione, durata 90 min. – USA 2012. – Universal Pictures

 

TRAMA: avete presente quei film americani in cui i protagonisti si trovano nella stanza dei bottoni a decidere delle sorti della terra davanti a un tabellone pieno di lucine, su cui è rappresentato il mondo? Anche Babbo Natale ha una cosa del genere nel suo ufficio, solo che, invece di un tabellone piatto, si tratta di una enorme riproduzione del globo su cui brillano tantissime lucine: sono tutti i bambini che credono in lui, nella Fatina dei denti, in Sandman e nel Coniglio pasquale, i quattro Guardiani. Guardiani della meraviglia, delle speranze e dei sogni dei bambini. In Jack Frost, invece, non crede nessuno. “Bisogna coprirsi, altrimenti Jack Frost ti gela il naso” dice una mamma a suo figlio per strada, ma nessuno pensa a lui come a un amico dei bambini, come a un essere che tiene viva in loro la meraviglia, con i suoi fiocchi e le sue palle di neve, e il divertimento che ne consegue.

Eppure la luna non la pensa così. Quando l’uomo nero decide di portar via ai bambini i propri sogni, di trasformarli in incubi, lo nomina quinto Guardiano.

Jack Frost, però, non sa chi è, da dove viene, non sa qual è il suo centro, quel qualcosa che lo rende speciale, e gli altri Guardiani, che cominciano a indebolirsi perché sempre più bambini non credono più in loro, non sanno se possono fidarsi di lui. Ma la luna, che passa le sue notti ad osservare le cose del mondo, sa. E a noi non resta che credere in lui.

E DOPO PARLIAMO:di come i bambini siano esseri speciali, perché hanno occhi grandi per meravigliarsi e questa meraviglia va nutrita, curata e protetta, perché è l’unica arma che abbiamo contro la paura; del nostro centro, del centro che ognuno di noi possiede, la matrioska più piccola della serie, che è qualcosa che ci caratterizza e ci rende unici, che dobbiamo scoprire e valorizzare, per poter realizzare appieno noi stessi; del fatto che emozioni negative possano dar luogo a comportamenti diversi: sia Jack Frost che l’Uomo nero soffrono del fatto di non essere visti, ma il primo sceglie di agire nel bene, l’altro nel male. La decisione, insomma, spetta solo a noi. Infine, che si tratti di supereroi o dei cinque guardiani, la morale è sempre la stessa: l’unione fa la forza e il lavoro di squadra paga. A noi genitori rimane, come un monito, una riflessione di Babbo Natale: “Siamo troppo occupati a portare gioia ai bambini, per pensare ai bambini”.

Se la luna vi dirà qualcosa, fareste meglio a crederci

 

 

NOTE: il film si basa su cinque leggende anglosassoni, di cui solo Babbo Natale ci è familiare. Ma non aspettatevi un Babbo Natale bonaccione, come quello che beve Coca Cola nelle pubblicità, piuttosto una specie di grosso cosacco dal forte accento, con gli avambracci tatuati (su uno ha la scritta naughty, sull’altra nice), che difende i bambini a colpi di spada e piglio manageriale. La Fatina dei denti è l’equivalente del nostro topolino, il quale, con accento francese, fa un “cameo” nel film: prende i denti da latte in cambio di un soldino. Sandman porta bei sogni ai bambini, spargendo sabbia magica intorno alle loro teste, mentre dormono. Il Coniglio pasquale la notte prima di Pasqua gira per le case dei bambini portando in un canestro uova decorate, caramelle e giocattoli. Jack Frost è il gelo. Responsabile di fare ingiallire le foglie, lascia la sua firma sui vetri la mattina, disegnando sottili cristalli di ghiaccio. Oltre alle cinque leggende menzionate nel titolo, nel film ce n’è una sesta, l’uomo nero: l’incarnazione delle nostre paure.

Simona Rivelli. Scrittrice, autrice, blogger (scriveremirendefelice.it)

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