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Vita di Pi

Un film di Ang Lee. Con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu. Titolo originale Life of Pi. Avventura, durata 127 min. – Cina, USA 2012. – 20th Century Fox

TRAMA: Il piccolo Piscine Molitor Patel, stanco di essere deriso, non solo perché suo padre ha avuto la stravagante idea di chiamarlo come una piscina parigina, ma anche per l’assonanza del suo nome con la parola pipì, impara il numero pi greco a memoria, dimostrando capacità fuori dal comune e conquistandosi di diritto il nomignolo di Pi.
Pi vive a Pondycherry, in India, con la sua famiglia e subisce un insolito fascino per le religioni, approdando a una curiosa fede sincretica. Il padre è il proprietario dello zoo e tutto, a parte il nome, fila liscio nella sua vita, fino al giorno in cui, quando lui è ormai adolescente, gli affari non vanno più così bene e i genitori decidono di emigrare in Canada con i loro animali.
Durante il viaggio, la nave affonda e Pi è l’unica persona a sopravvivere, insieme ad alcuni suoi animali, dei quali alla fine ne rimmarrà uno solo: Pi sarà costretto a dividere per 227 giorni una scialuppa di salvataggio con Richard Parker, una tanto meravigliosa quanto feroce tigre del bengala, e la sua incrollabile fede.
A volte, però, le cose non sono come sembrano.

Quando tutto il mondo sembra perduto trova il coraggio, l’avventura di una vita, la speranza di una vita, l’amicizia di una vita

 

 

E DOPO PARLIAMO: di come il dolore porta ad una solitudine che non è mai totale se si trova la forza di credere ancora in Dio; del fatto che la necessità e la paura tirano fuori lati di noi stessi con cui dobbiamo confrontarci e che ci portano a superare quelli che crediamo essere i nostri limiti; del rispetto per la natura degli altri, animali o persone che siano e di come nella diversità si possa trovare un modo per convivere.

NOTE: il film è molto lento. Non tanto nella parte del naufragio, quanto nella premessa e nei dialoghi. Adatto a spettatori pazienti e abbastanza cresciuti. La storia è cruenta, ma il finale è abbastanza confuso da non essere troppo impressionante.

CURIOSITÀ: il nome della tigre, Richard Parker, ha precedenti letterari. Nella Storia di Arthur Gordon di Edgar Allan Poe, che racconta la disavventura di quattro naufraghi che finiscono per estrarre a sorte chi di loro debba essere mangiato per garantire la sopravvivenza degli altri, Richard Parker è l’uomo che prende il bastoncino di paglia più piccolo.
Sono noti poi altri due episodi reali di naufragio e cannibalismo, in cui era coinvolto un Richard Parker.

 

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