Locandina con Hushpuppy nella natura
0

Re della terra selvaggia

Un film di Benh Zeitlin con Quvenzhané Wallis, Dwight Henry and Levy Easterly.

Hushpuppy è una bambina un po’ selvaggia

Insieme al padre Wink, anche lui un po’ selvaggio, vivono nella Grande vasca, un luogo inventato, nel delta di un fiume, che, inevitabilmente però, fa pensare alla Lousiana devastata dall’uragano Katrina (paragone suggerito anche dal titolo originale che tradotto letteralmente è Le bestie del selvaggio sud), insieme ad altre persone, un po’ selvagge anche loro.
Sono libere, nel senso che si sono affrancati dagli altri e per vivere basta loro il minimo indispensabile, quello che la natura fornisce: abitano in baracche o roulotte (Hushpuppy e il padre ne hanno una ciascuna); mangiano, rigorosamente con le mani, gamberi e pesce trovati nel fiume; allevano animali, con i quali condividono la casa e il cibo; la bambina frequenta la locale “scuola”.

Tutti sanno che l’equilibrio della grande vasca è precario

Le calotte polari si stanno sciogliendo, liberando dei misteriosi animali preistorici, gli Aurochs, e un terribile uragano è in arrivo.
Wink improvvisa una piccola “arca di Noé”, in cui trovano rifugio lui, la bambina e i loro animali e, la mattina dopo il passaggio dell’uragano, si trovano a contare i sopravvissuti.
Radunatisi in quel che resta di un locale, festeggiano il pericolo scampato e gli amici che non ci sono più.

Passano i giorni, ma l’acqua non si abbassa, così gli abitanti decidono di far saltare la diga, che li divide dal mondo “degli altri”, attirando in questo modo l’attenzione delle autorità sulla Grande vasca, che viene evacuata e gli abitanti vengono portati in un centro di ricovero.

E’ allora che l’ineluttabile non si può più nascondere: Wink sta morendo, ma Hushpuppy, ormai, non solo ha terminato il suo “addestramento” ed è entrata in sintonia con il ciclo della vita e della morte, con la natura che da la vita, così come la toglie, ma ha anche trovato dentro di sé le risorse per affrontare la perdita ed è pronta a diventare il Re della terra selvaggia.

L’intero universo si regge sull’incastro perfetto di tutte le cose. Se un piccolo pezzo si rompe, tutto l’universo si rompe.

Hushpuppy è una specie di adorabile Pippi Calzelunghe di colore che ai bambini dovrebbe piacere molto

Anche il linguaggio, in bilico fra l’onirico e l’estremo realismo, dovrebbe essere nelle loro corde. Prima di decidere di  vedere il film, però, ci sono alcune cose che dovete sapere:

– per tutto il film si ha l’impressione che stia per accadere qualcosa di terribile: dallo scioglimento dei ghiacci, alla comparsa degli Aurochs, all’uragano. Lo stesso linguaggio aggressivo che Wink usa con Hushpuppy fa temere che possa accaderle qualcosa da un momento all’altro, mentre in realtà il padre vuole bene alla bambina e cerca a suo modo di proteggerla. Sapere che ad Hushpuppy non accadrà nulla, può essere utile al bambino che va a vedere questo film. Più informazioni gli date, più riuscirà a godersi lo spettacolo.

– in una scena si vedono gli Aurochs sbranare uno di loro, anche se non si capisce molto, mentre, invece, è molto chiara l’immagine di un animale con le viscere di fuori.

– l”ambiente di vita della bambina è degradato: si beve, si dicono parolacce, i rapporti fra le persone sono ruvidi. Nulla, però, che non si possa spiegare.

Si consiglia, comunque, la visione ai più grandicelli.

Un film sulla natura

sull’importanza di connettersi con i suoi ritmi, e della necessità di rispettarla, per poter convivere con lei, perché tutto è in equilibrio e, se questo equilibrio viene alterato, le conseguenze sono spesso drammatiche; di come quando la propria vita è in bilico, come accade alla gente della Grande vasca, ma anche come accade in tanti luoghi dove la natura è dirompente o dove magari c’è la guerra, le cose diventano solo cose e ciò che rimane sono gli affetti, la famiglia e la consapevolezza che la vera ricchezza è data dai rapporti umani, dalla propria cultura, dalle proprie tradizioni e dalla propria libertà; del dolore, che può essere superato solo quando si affrontano le proprie paure; di come, nel cerchio della vita, le persone care, in questo caso i genitori, rimangano anche dopo la loro morte in ciò che siamo e in ciò che ci è stato trasmesso.

Alcune curiosità sul film

gli attori che interpretano il film non sono professionisti. La protagonista, Quvenzhané Wallis, che, all’epoca in cui è stato girato aveva 6 anni, è candidata al premio oscar 2013 come miglior attrice. La bambina, che è la più giovane candidata di tutti i tempi, si contenderà il premio con l’attrice più longeva, Emanuelle Riva, che, proprio la sera della consegna delle statuette compirà 76 anni.

Recensione a cura di Carlotta Urbani, Daniela De Santis e Simona Rivelli

 

0 Condivisioni