0

Piccole principesse crescono

E’ inossidabile il successo di uno dei personaggi protagonisti della scena cinematografica internazionale: la principessa. Non conosce età, è insensibile allo scorrere del tempo e, investire su di lei per i produttori di Hollywood (e non solo), è una garanzia: chiunque essa sia, qualunque sia la sua storia, lei riempie le sale e promette lauti incassi al botteghino con la sua capacità di far sognare mamme e bambine e, perché no?, aspiranti principi azzurri.
Lo sa bene Disney che sulle principesse ha costruito gran parte della sua fortuna, facendo del loro castello, che svetta nei suoi parchi tematici, il suo logo, un simbolo del suo mondo di fantasia.

Uno specchio della società

Le principesse, però, non sono solo un business. Proprio grazie alla loro longevità, costituiscono un prezioso termometro sociale e un agente di cambiamento dell’immaginario collettivo. Quando si guarda a loro si capisce dove sta andando il mondo, almeno quella parte di mondo che ne condivide la cultura.

Si può notare, infatti, come la loro identità sia mutata nel corso degli anni, parallelamente a quella delle donne nella vita reale.

Biancaneve, Cenerentola, e Aurora sono state additate come le responsabili dell’infelicità femminile, in quanto sono state portatrici di un modello di donna remissivo, che ha come unica aspirazione l’arrivo di un principe che le salvi, che le liberi da matrigne e malefici.

La ricompensa per quanto attraversato è un matrimonio, questa volta, è proprio il caso di dirlo, da favola.
Se si considera che gli anni in cui sono stati prodotti questi film vanno dal 1937 di Biancaneve al 1959 con la Bella addormentata, è comprensibile che un buon matrimonio fosse l’unica ambizione che si poteva attribuire a una donna.

Porre l’attenzione sulle risorse

In realtà queste favole, che esercitano ancora un fascino incredibile sulle bambine, grazie anche ai sontuosi vestiti che indossano le principesse, possono essere rivisitate in un’ottica moderna, mettendone in evidenza qualità diverse. Le nostre eroine, infatti, non sono poi così passive. Cenerentola, per esempio, prima di ricorrere all’aiuto della fata, realizza un abito niente male, con il solo aiuto della sua creatività e dei suoi amici topi e uccellini, ribellandosi con questo gesto alla condizione in cui si trova.

Una principessa in cui riconoscersi

Come abbiamo detto, il mondo cambia e le principesse cambiano con lui, così, a partire dal 1992, alla Disney si è apre un periodo di intercultura. In un’America sempre più multietnica, ogni bambina deve avere la sua principessa di riferimento: le native americane possono identificarsi in Pocahontas, le orientali in Mulan, le mediorientali in Jasmine. Quelle di colore hanno dovuto attendere molti anni, perché solo nel 2009 è arrivata Tiana a rappresentarle ne “La principessa e il ranocchio“.

Anche i principi cambiano

Va detto che, in parallelo, anche i principi sono cambiati: non sono più gli uomini belli, distinti e distanti di una volta. Sono scesi dal loro cavallo, per mescolarsi alla gente comune. La loro integrità lascia spesso a desiderare, ma la possibilità di riscatto è sempre dietro la porta.

Fiona e la svolta delle principesse indipendenti

Una scossa al mondo delle principesse la dà la Dreamwork nel 2001, creando Fiona, bellissima principessa che di notte si trasforma in orco. Lei, oltre ad essere una donna autonoma e indipendente, ci insegna che non è l’aspetto esteriore quello che conta nella vita, ma ciò che abbiamo dentro, liberandoci, per sempre si spera, dalla schiavitù della bellezza e dall’equazione bella=buona.
E, se questo è vero per lei, vale anche per il principe, che in questa favola è un orco verde, grasso ed esilarante.

Da allora le principesse acquistano tutte più indipendenza, prendono in mano la loro vita e guardano all’amore con occhi diversi: non è più tutto rose e fiori, ma bisogna costruirlo e conquistarselo. Si pensi a Rapunzel o alla stessa Tiara, che, oltretutto, ha un suo sogno tutto suo: aprire un locale.
E sicuramente non smettono di affascinare se nel 2012 abbiamo ben due nuove versioni filmiche di Biancaneve e la nuova principessa Disney-pixar vince l’oscar come miglior film di animazione. Merida, questo è il suo nome, mette all’ultimo posto l’amore nella lista delle sue priorità: meglio tirare con l’arco e andare a cavallo, che barattare tutto con un matrimonio; e poi la vita è lunga chissà…

Le principesse nella realtà

Ma la vita delle principesse non cambia solo al cinema se la Regina Elisabetta II di Inghilterra ha stabilito che d’ora in poi la discendenza al trono sarà anche per linea femminile.
Una vera rivoluzione, perché fino ad ora le figlie della Casa Reale prendevano il titolo di Lady e solo morti precoci o sopravvenuta infertilità paterna (le mogli si potevano sempre cambiare) permettevano loro di aspirare al trono.
Se si pensa che tra le figure più importanti nella storia dell’Inghilterra, quelle che più hanno lasciato un segno sono proprio le sue regine (Vittoria, Elisabetta I), si preannunciano anni di prosperità per l’antico regno, che ha sempre avuto il merito di saper cogliere il segno dei tempi.

Questa volta è proprio il caso di dirlo, che Dio salvi la Regina!

Leggi anche La sirenetta e Maleficent

Acquista su Amazon.it