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Marigold Hotel

Un film di John Madden. Con Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Celia Imrie. Titolo originale The Best Exotic Marigold Hotel. Drammatico, durata 123 min. – USA 2012

TRAMA: Evelyn (Judi Dench), Graham (Tom Wilkinson), Jean (Penelope Wilton) e Douglas (Bill Nighy), Muriel (Maggie Smith), Madge (Celia Imrie), e Norman (Ronald Pickup) sono pensionati inglesi accomunati da una singolare scelta: trascorrere la loro pensione a  Jaipur in India, attratti da una pubblicità ingannevole del fatiscente, ma ritoccato con photoshop, hotel Marigold.

Portati in India da motivazioni diverse (Evelyn, Jean e Douglas si lasciano alle spalle una situazione economica disagiata; Graham, omosessuale, per ritrovare un amore di gioventù; Muriel, che è fondamentalmente razzista, per operarsi in tempi brevi all’anca; Madge è alla ricerca di un nuovo marito e Norman di una seconda giovinezza), da questa terra i protagonisti riceveranno una seconda chance, ma solo a patto di lasciarsi andare ai suoi odori, ritmi e colori e di essere capaci di rivedere le proprie convinzioni.

Il film è anche la storia di un ragazzo, Sonny (Dev Patel), del suo sogno di riportare il Marigold Hotel ai suoi antichi fasti e del suo amore per Sunaina (Tena Desae), osteggiato dalla madre di lui.

E DOPO PARLIAMO: di quanto sia importante rialzarsi dalle sconfitte e lottare per costruirsi un nuovo futuro e per ottenere ciò in cui si crede, a prescindere dall’età; del fatto che la vita, per chi osa e per chi l’affronta con fiducia, offra sempre un’opportunità, anche quando potremmo pensare di essere in dirittura di arrivo; di lutto e separazione. Questo film, inoltre, offre il pretesto per parlare di omosessualità. Graham, che è un anziano giudice in pensione rappresenta quella parte di omosessuali, che sono forse i più, che conducono la loro vita nel riserbo e di cui non si racconta spesso nei film. La storia offre anche lo spunto per parlare di discriminazione e pregiudizio.

“L’unico vero fallimento è rinunciare a provarci e il nostro successo dipende da come affrontiamo le sconfitte”

NOTE: Nei primi minuti del film si delineano le storie dei protagonisti prima della partenza, e il regista salta da uno all’altro, per cui per un bambino può non essere di facile comprensione e può necessitare di spiegazioni, ma il film è bello, pieno di colore, speranza ed è una vera miniera di argomenti per dialogare con i figli.

CURIOSITA’: il film è tratto dal romanzo Mio suocero, il gin e il succo di mango (These Foolish Things) di Deborah Moggach. In occasione dell’uscita del film, Judy Dench, che nel film interpreta una donna rimasta vedova da poco, ha dichiarato a proposito del marito, scomparso nel 2001 “È meraviglioso essere innamorati, ma è ancor più meraviglioso se la persona di cui ti sei innamorata è un buon amico. Una fortuna senza cui l’amore può essere difficile”.

 

Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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