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The Congress

Un film di Ari Folman. Con Robin Wright, Harvey Keitel, Jon Hamm, Paul Giamatti, Kodi Smit-McPhee. Danny Huston Fantascienza, durata 122 min. – USA 2010. – Wider Films.

Mi piacerebbe recensire The Congress , raccontandovi le reazioni dei miei bambini ma, purtroppo, non erano all’anteprima con me.

Mi piacerebbe perché  questo film è  strano, sorprendente, mescola linguaggi, si articola su tempi diversi, alterna mondi differenti. A noi adulti spiazza, o, perlomeno a me ha spiazzato molto, ma sono sicura che i bambini vivrebbero con molta più naturalezza il passaggio dal reale all’onirico, dall’umano al cartone. Per lo meno, quando ho raccontato la trama a mia figlia undicenne e le ho detto che, a un certo punto, le persone diventavano cartoni, ha esclamato: “forte!”

Avete letto bene: a metà film i personaggi diventano cartoni! Ma andiamo con ordine.
Robin Wright, che nel film interpreta se stessa, viene invitata dal suo agente a cedere a una produzione hollywoodiana, la Miramount,  la sua immagine. Non stiamo parlando dei diritti di immagine, ma di scannerizzare le proprie espressioni, in modo da non dover (e potere) più girare fisicamente un film. Il suo avatar reciterà per lei, restituendole così il suo tempo, nei film che la major deciderà di farle girare (lei può solo mettere dei limiti in fase contrattuale).
In realtà l’attrice non è proprio convinta della scelta, ma le viene garbatamente fatto capire che l’alternativa è l’oblio.

Vent’anni dopo, una Robin Wright invecchiata viene invitata al Congresso, organizzato dalla Miramount, che, nel frattempo, si è fusa con una casa farmaceutica.
All’ingresso le viene fatta bere una fiala, che la trasforma in un cartoon.

Tutto il mondo adesso si è trasformato in  un grande cartone animato.
L’attrice incontra nuovamente il magnate di Hollywood che questa volta le propone di vendere la sua essenza. Nel futuro non c’è più bisogno di andare al cinema. Basta bere una fiala per trasformarsi in ciò che si vuole, anche in Robin Wright, e crearsi il mondo che più si desidera.The congress 2

Naturalmente, anche in questo caso l’alternativa è l’oblio e l’attrice, dopo aver firmato, vive per un periodo in questo mondo “alterato”, trovando anche l’amore.

Ma poi il suo istinto di madre prevale e decide di tornare nella realtà ordinaria per cercare il figlio, che soffre di una rara malattia.

Non vado oltre, perché vi leverei il motivo per andare al cinema. Posso solo dirvi che il finale ha a che fare con la famiglia, le cose vere e ciò che conta davvero nella vita.
Un ultimo consiglio: se decidete di andare a vederlo, predisponetevi a guardare qualcosa che è fuori dagli schemi, più con il cuore che con la testa, e pronti a lasciarvi sorprendere.

NOTE PER LA VISIONE CON I BAMBINI: nel film si vede una scena di sesso fra cartoni. Potete guardarla in questo spot, per capire se è adatto ai vostri figli.

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Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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