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The Imitation Game

Un film di Morten Tyldum. Con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear. Titolo originale The Imitation Game. Biografico, durata 113 min. – Gran Bretagna, USA 2014.

I computer sono una parte importante della vita di ciascuno di noi. Ma vi siete mai chiesti da dove provengano? Chi sia l’uomo a cui è venuta l’idea di creare una”macchina pensante”?

Purtroppo, come molte scoperte umane, agli albori della sua storia c’è la guerra. Non che il suo primo progenitore, Alan Turing, brillante fisico dal carattere un po’ “bizzarro” (tipo lo Sheldon Cooper di The big bang Theory),  non ci avesse pensato prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, ma, probabilmente, nessuno gli avrebbe dato i soldi necessari per realizzarne un primo prototipo, se non fosse che, dalla sua riuscita, dipendeva la decrittazione dei messaggi cifrati tedeschi,  resi indecodificabili da una misteriosa macchina, chiamata Enigma.the imitation game 2

Turing viene reclutato dai servizi britannici, insieme a un gruppo di crittografi, i quattro di Bletchley Park, che, portando avanti il lavoro cominciato dai servizi polacchi, fra alti e bassi, contrasti fra di loro e con i superiori, riesce a costruire la cosiddetta macchina di Turing, che sta ai nostri PC come noi stiamo all‘homo sapiens (sebbene i computer si siano evoluti molto più rapidamente).

La storia di Enigma ha fornito al cinema molto materiale su cui lavorare. Nelle sale o sui teleschermi sono già passati tutta una serie di film sull’argomento: Breaking the Code (1996), film TV inglese di Herbert Wise ; U-571 (2000), film di Jonathan Mostow (coproduzione franco-statunitense); Enigma (2001), film di Michael Apted, (coproduzione inglese, statunitense, tedesca e olandese), tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris; All the Queen’s Men (2001), film di Stefan Rutzowitzky (coproduzione tedesca, austriaca e statunitense); Sekret Enigmy (Secret of Enigma) (1979), film polacco di Roman Wionczek.

Perché farne un altro film  allora? Perché The Imitation Game, oltre a essere un affresco di un pezzo di Storia, racconta la storia personale di Alan Turing, la sua diversità caratteriale e quella del suo orientamento sessuale. L’omosessualità, al tempo, costituiva reato e, alla fine della guerra, dopo aver vissuto momenti di gloria, conquistati con enormi difficoltà (una gloria per pochi intimi, visto che la storia di Enigma è stata declassificata da segreto solo negli anni settanta), si ritrova ad essere condannato da un tribunale inglese.

La sua è anche una storia di superamento dei propri limiti, di bellissime amicizie e solidarietà, che può entusiasmare e motivare i bambini più grandicelli.

Da segnalare solo una scena al bar (sono sempre le scene al bar fra i maschi le più “pericolose”, con commenti grossolani sulle donne), in cui si parla di sesso orale. Diciamo che allusioni e sottintesi non ne facilitano la comprensione dei più piccoli.

 

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Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

1 thought on “The Imitation Game”

  1. Appena visto con mio figlio di 13 anni a cui è piaciuto tantissimo. A parte la scena del bar già segnalata può essere visto veramente da tutti. L’ho definirei una lezione appassionata sulla “diversità”. Merita sicuramente se non altro per l’interpretazione di Benedict Cumberbatch

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