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Selma- la strada per la libertà

Marzo è il mese in cui cade l’anniversario della marcia tenutasi a Selma, ed in questa occasione volevo dirvi due parole sul bellissimo film diretto da Ava Du Vernay ed intitolato, per l’appunto “Selma – la strada per la libertà”.

Ci sono film sfortunati o, più precisamente, vittime di coincidenze sfortunate. “Selma”è  uno di questi. 
Candidato all’Oscar come miglior film, si  è scontrato con colossi quale “Boyhood” e “Birdman”, e ne è uscito con le ossa rotte, portandosi a casa soltanto la statuetta per la bellissima “Glory”, canzone che accompagna i titoli di coda del film. Ed  è un vero peccato.  Il film, diretto a Ava DuVernay, la cui mancata candidatura alla miglior regia ha suscitato parecchie polemiche, racconta la marcia guidata dal reverendo King ed altri esponenti religiosi, da Selma a Montogomery , capitale dell’Alabama, per rivendicare il diritto di voto tramite la registrazione nelle liste elettorali da cui i neri erano di fatto esclusi negli Stati razzisti del sud è davvero bello.selma 2
Ava DuVernay non si limita soltanto ad uno sterile racconto dei fatti, ma entra direttamente nella vita degli uomini, e delle donne, protagonisti di importantissimo momento storico, e del loro leader Martin Luter King. L’uomo che vediamo sullo schermo non è né un Santo né un eroe. E’, per l’appunto, un uomo, dotato di dubbi, incertezze, paure e debolezze, tradisce la moglie, come  uno qualunque, a volte persino quasi stanco di combattere. King soffre, come soffrono coloro che hanno deciso di seguirlo in questa lunga ed importantissima battaglia, emblematica e straziante a questo proposito la scena alla camera mortuaria. Quella offerta da David Oyelowo è una interpretazione misurata eppure intensissima e lui candidato tra i migliori attori non sarebbe stato maluccio, ma le scelte dell’Academy spesso sono discutibili. Il rischio della retorica c’era tutto, inutile negarlo. Invece “Selma ” è un film ottimamente “old style”. Girato molto bene, bellissimo finale con le vere immagini della marcia mischiate a quelle del film, necessario, impossibile non indignarsi di fronte a quanto raccontato, solido e potente. Sarebbe da proiettare nelle scuole, per far vedere quanto è  stato fatto e far capire, alla luce di fatti recenti, quello che ancora c’è da fare. Avrebbe forse meritato di più.

 

 

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