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Inside out

Un film di Pete Docter. Con Mindy Kaling, Bill Hader, Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black. Titolo originale Inside Out. Animazione, durata 94 min. – USA 2015. – Walt Disney

Educarli alle emozioni per educare

Quando qualche giorno fa sono stata a vedere il film di pomeriggio in mezzo alla settimana, in sala c’erano solo adulti, tanto che ho pensato che, nella fretta, avessimo sbagliato ingresso.

In realtà, guardandolo, ho capito perché: Inside out non è un film per bambini.

Non fraintendetemi, come ho già scritto ho portato mio figlio a cinque anni a vedere Il discorso del re, ma quello che voglio dire è che, nonostante sia un film di animazione, sono più gli adulti ad aver bisogno di vedere un film così, un film che parli di emozioni, specie quegli adulti che accompagnano i bambini al cinema, che con loro interagiscono perché sono genitori o nonni, e che non sono abituati a mostrare o a parlare con i bambini delle proprie emozioni.

I bambini le emozioni le esprimono naturalmente

Se sono tristi, sono tristi, se sono arrabbiati sono arrabbiati (e noi genitori lo sappiamo bene). E’ con il processo di socializzazione che si impara a reprimere ciò che viene reputato sconveniente.

A volte le emozioni dei bambini disorientano gli adulti. Come genitori vorremmo che la loro vita fosse fatta solo di momenti di felicità e finiamo per non accettare emozioni come la tristezza e la rabbia.

In questo modo finiamo per insegnare loro a reprimerle.

Tutti gli stati d’animo sono utili

E se siamo come siamo, è perché le varie emozioni interagiscono fra di loro, contribuendo a produrre la nostra unicità.inside out 2

Il ruolo dei genitori

È importante aiutare i figli a riconoscere le proprie emozioni, dando loro un nome ed è fondamentale far sentire loro che provare una determinata emozione non è sbagliato.

Sono i modi in cui vengono manifestate ciò su cui si può e si deve lavorare.

Nel caso della rabbia, per esempio, dobbiamo far sì che la sua espressione non incontri mai la violenza.

La storia è abbastanza semplice

La protagonista, Riley ha undici anni e una vita felice in Minnesota, ma i suoi genitori sono costretti a trasferirsi a San Francisco, in una casa più piccola. La perdita delle amicizie, dei riferimenti, fa sì che all’interno della ragazzina Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura, che assumono le sembianze di adorabili personaggi, vadano in tilt e finiscano per combinare guai: i ricordi base, che sono indispensabili per la costruzione della personalità, si smarriscono nelle profondità dell’inconscio, laddove si “smaltiscono” i ricordi non necessari.

Starà a Gioia e Tristezza lasciare la sala di comando, dove abitualmente abitano, per recuperarli, in un rocambolesco viaggio in un coloratissimo inconscio, un incrocio fra Disneyland e il Sugar Rusch di Ralph Spaccatutto (motivo per cui i più piccoli possono comunque divertirsi).

Nel viaggio le due, imparando a collaborare, scopriranno di essere entrambe indispensabili per la vita di Riley, insieme agli altri pasticcioni rimasti ad aspettare in sala di comando, che, senza l’interazione con Gioia e Tristezza ne combinano, nel frattempo, di tutti i colori.

Esilarante la scena in cui interagiscono le sale comando di tutta la famiglia.

Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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