Locandina del film: In primo piano Erin, Scott in secondo e sotto i ragazzi
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The freedom writers

Un film di Richard LaGravenese. Con Hilary Swank, Patrick Dempsey, Imelda Staunton, Scott Glenn, April Lee Hernandez. Drammatico, durata 123 min. – USA, Germania 2007.

 

L’insegnante di inglese Erin Gruwell, al suo primo incarico, viene assegnata alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, California. Entusiasta di poter partecipare all’ambizioso programma di integrazione razziale nelle scuole, si scontra con una dura realtà che la costringe a rivedere drasticamente le aspettative riguardo al proprio lavoro: sono ancora fresche le ferite dei disordini di Los Angeles del 1992, i diversi gruppi etnici sono in uno stato costante di guerra non dichiarata, i suoi studenti si odiano l’un l’altro; la direttrice didattica e gli altri professori sembrano non aver alcun interesse ad affrontare la situazione, appaiono rassegnati ed animati da un razzismo nemmeno molto nascosto; di fatto non le è richiesto di insegnare davvero, ma solo di fare da “babysitter” agli elementi peggiori della scuola, gli irrecuperabili, in attesa che l’uno dopo l’altro abbandonino, senza reale possibilità che portino a termine gli studi.

Un’insegnante fuori dal comune

Malgrado l’assenza di sostegno da parte dei colleghi, del marito e del padre, ex attivista politico, Erin si dedica anima e corpo agli studenti della Room 203, offrendo loro attenzione e rispetto, perché li riconosce quali semplici ragazzi che sono costretti a sopravvivere in un ambiente ostile, non delinquenti, e adattando il proprio insegnamento, facendo leva sui temi del razzismo e della tolleranza. Fa scoprire loro cosa sia l’Olocausto, facendo leggere il diario di Anna Frank, visitare il Museo della Tolleranza di Los Angeles, incontrare sopravvissuti dei campi di concentramento. Soprattutto li stimola a scrivere diari personali sulle proprie esperienze, che hanno un effetto decisivo nel far riscoprire se stessi a quei ragazzi già provati dalla vita, e colpiscono così a fondo Erin da decidere di farli pubblicare.

Da un futuro senza speranza al College

Alla fine, i “Freedom Writers” (così si autodefiniscono i ragazzi, riferendosi ai “Freedom Riders”, gli attivisti per i diritti civili che nel 1961 percorsero il Sud degli Stati Uniti per protestare contro la segregazione razziale; il loro strumento di “liberazione” sono invece le parole) riusciranno a diplomarsi e diversi fra loro riusciranno anche ad andare al college.

Tratto da una storia vera, Freedom Writers è un film motivante, che riconcilia i ragazzi con la scuola e gli insegnanti.

 

Ogni ragazzo ha bisogno di qualcuno che gli rimandi un’immagine positiva di sé

Erin è un modello per chiunque abbia a che fare con i ragazzi, si tratti di genitori, educatori o insegnanti, perché lei riesce a vedere le potenzialità dentro di loro, il bello al di là del muro di diffidenza e di aggressività che hanno costruito per proteggersi, sempre, però, mantenendo la sua fermezza e riuscendo ad imporsi con autorevolezza e grazie alla sua passione.

Vedere ciò che c’è dentro e portarlo fuori è il significato più profondo della parola educare (e-ducere, portare fuori) ed è ciò che lei riesce a fare, aprendo una prospettiva sul futuro per i suoi studenti, molti dei quali, altrimenti, sarebbero morti nelle guerre fra gang.

Nella scena qui sopra possiamo vederla mentre insegna alla sua classe a mettere a tacere quelle voci che tutti abbiamo nella testa che ci dicono cosa possiamo o non possiamo fare. Semplicemente bisogna dire loro “Basta!”

“Basta!”, “Stai zitto!” sono tutte frasi banali che le mettono a tacere magicamente (o, se preferiamo, possiamo attribuire loro la voce di qualcuno che disistimiamo, a cui non daremmo mai credito). Come Erin, insegnamo ai nostri figli a non ascoltarle e a non circondarsi di persone che, come le vocine, dicono loro cosa non possono fare.

In questo modo, come ha fatto lei, si rimette la responsabilità delle proprie vite nelle loro mani: il futuro non è un libro scritto, ma è ciò che ci costruiamo con le scelte che facciamo. Anche se tutto ciò che abbiamo intorno ci induce a pensare che non ci siano strade alternative, in realtà possiamo sempre decidere di fare qualcosa di diverso, come ci insegnano i protagonisti di questa straordinaria storia.

 

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Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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