la parola "cinema" in un insegna al neon
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Il taccuino di Ilaria – anteprime dal Future Film Festival

Ecco le anteprime viste da me al Future Film Festival:

Obbligo o verità

Jason Blum è il nuovo Re Mida del cinema horror, lui e la sua Blumhouse sono dietro ad alcuni dei più grandi successi del botteghino degli ultimi anni…la sua formula è semplice, i film da lui prodotti costano pochissimo, escono a getto continuo, ed incassano tantissimo. Il ragazzo innegabilmente ha fiuto, qualche volta, al di là del lato più strettamente monetario, azzecca pure un buon film come è accaduto con il recente “Scappa-Get Out” premiato con l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Non è il caso di questo “Obbligo o verità”. Ad essere onesti, non lo si può definire brutto, ho visto molto peggio, semplicemente manca di carattere. È un horrorino senza infamia e senza lode dove non si vede una goccia di sangue ma, in compenso, si abusa di jump scare telefonatissimi. Da noi uscirà il 21 giugno, perfetto per attirare anche grazie alla protagonista Lucy Hale di  “Pretty Little Liars”, stormi di adolescenti in cerca di brividi a basso costo.

 

The man who knew 75 languages

In questo caso ammetto di essere un po’ in difficoltà. Perché “The man who knew 75 languages” è un film formalmente impeccabile. La regista Anne Magnussen gira con la tecnica del rotoscopio, il risultato è quello di un meraviglioso quadro in movimento. Peccato che a tale perfezione formale corrisponda una fondamentale difficoltà sostanziale. In breve siamo di fronte ad una pellicola tanto affascinante quanto ostica. La  stupefacente babele di lingue e dialetti dei dialoghi lo rendono un film indoppiabile, appiattendo tutto il linguaggio se ne snaturerebbe il senso, pertanto poco adatto al grande pubblico. Vedremo se le piattaforme di streaming oseranno tanto, sarebbe un buon modo per dare comunque visibilità a questo oggetto misterioso e, senza dubbio, decisamente particolare.

Dave made a maze

 

E siamo, finalmente, al mio preferito del Festival, nonché, paradossalmente, il più difficile da incasellare in un genere vero e proprio. Cosa è “Dave Made a Maze”? Un po’ film generazionale, un po’ commedia, un po’ horror, un po’ storia d’amore; ma, soprattutto, un omaggio al cinema nella sua forma più pura ed artigianale del termine. Non lancia messaggi questa adorabile follia che pare uscita diretta dai tempi del muto e dello slapstick; una volta ogni tanto siamo grati di questo dai…Suo unico scopo, divertire in maniera intelligente e ci riesce in pieno. Perfetto anche per ragazzini un po’ grandicelli, i più piccoli forse non lo capirebbero neppure, con i brividi pronti a stemperarsi in calorose  risate. Date di distribuzione per il momento non pervenuta ma se riuscite ad imbattervi in questa gemma meravigliosamente assurda non perdetevela per nessuna ragione!

 

 

 

 

Ilaria. Mamma prima di tutto. Con l’amore per il cinema. Blogger per passione. Diciamo che ho trasferito l’abitudine di annotare i film che mi sono piaciuti (e quelli che mi hanno deluso) dal quaderno piccolo ad un quaderno un po’ più grande. A futura memoria (cinquecentofilminsieme.altervista.org)

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