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Il taccuino di Ilaria – appunti (in ritardo) dal Biografilm 2018

E non poteva mancare, ovviamente, il mio Festival preferito, ovvero il “Biografilm”, da un paio d’anni ahimè piuttosto bistrattato a causa di impegni danzerecci della piccola di casa.Per questa edizione 2018 sono riuscita, ahimè, a vedere soltanto un paio di pellicole diversissime tra di loro ma apprezzate parecchio entrambe.

Renzo Piano – The architech of light

Quando un genio del cinema come Carlos Saura racconta un genio dell’architettura come Renzo Piano il risultato è di quelli che non ti aspetti. C’era un po’ di timore lo ammetto, mi aspettavo un documentario gravoso ed eccessivamente ricco di tecnicismi. Al contrario la progettazione e la realizzazione di un’opera monumentale come il  Centro Botín a Santander, in Spagna diventa un percorso nella memoria da parte di Renzo Piano ed una riflessione sul processo creativo . A colpire è, soprattutto, l’eleganza intellettuale di Piano, quella capacità, forse propria soltanto dei veri geni, di far comprendere con semplicità concetti apparentemente complessi; nel caso specifico per far capire come l’arte, in ogni sua forma non sia un atto prevedibile, alle volte è un po’ come guardare al buio: prima di capire l’occhio deve avere il tempo di adattarsi. Ne scaturisce un documentario raffinato, capace di attrarre chiunque resti affascinato davanti a queste opere monumentali, adatto a ragazzini e adulti, sulla cui sorte distributiva, ahimè, non riesco a fornirvi alcuna delucidazione.

Ocean’s 8

Non si può dire siano  opere memorabili a me il  trio “Ocean’s 12-12-13” non era dispiaciuto per niente. Perplessità su questo reboot totalmente al femminile ne avevo parecchie però, un po’ perché ritenevo l’operazione abbastanza inutile un po’, lo confesso, a causa di Sandra Bullock, “Gravity”a parte non propriamente tra le mie attrici favorite.Poi il film è uscito ed è balzato in testa alle classifiche praticamente ovunque, soltanto da noi probabilmente verrà penalizzato da una infelicissima distribuzione estiva, ed ho approfittato della anteprima italiana del “Biografilm” per andare a dare una occhiata. Alla fine posso dire che  il termine giusto per definirlo è “carino”.Lasciamo stare tutti gli (a mio parere eccessivi visto il tipo di pellicola), significati di cui è stato caricato in tempi come questi dove  esistono movimenti importanti come #MeToo e “Time’s up” e giudichiamolo per quello che è. Una commedia senza dubbio piacevole, adattissima a tutte le età, a mia figlia di dieci anni é piaciuta parecchio, perfetta per passare un paio d’ore in leggerezza. Il cast femminile è  di quelli importanti ma Sandra Bullock continua ad essere per me un soggetto il cui successo rappresenta un mistero mentre Anne Hathaway e soprattutto Helena Bonham Carter  sono in una forma smagliante e si mangiano letteralmente il film. Insomma alla fine nulla di clamoroso di cui probabilmente vi dimenticherete all’uscita del cinema.

 

Ilaria. Mamma prima di tutto. Con l’amore per il cinema. Blogger per passione. Diciamo che ho trasferito l’abitudine di annotare i film che mi sono piaciuti (e quelli che mi hanno deluso) dal quaderno piccolo ad un quaderno un po’ più grande. A futura memoria (cinquecentofilminsieme.altervista.org)

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