Miguel, il cane Dante e un antenato, che suonano
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Coco

Coco è un film di Lee Unkrich, Adrian Molina, con Anthony Gonzalez, Gael García Bernal, Benjamin Bratt, Alanna Ubach, Renee Victor. Genere Animazione – USA,2017, durata 109 minuti. Distribuito da Walt Disney.

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Spiegare la morte ai bambini con un film
La storia
La festa di El Día de Los Muertos
L’ofrenda, un simbolo del ricordo?

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Spiegare la morte ai bambini con un film

Una delle difficoltà maggiori che incontrano i genitori è quella di parlare ai propri figli della morte. Se si è religiosi, anche se rimane comunque complicato, è la religione stessa ad offrire una spiegazione (quando si muore si va in paradiso oppure ci si reincarna, ecc.). In ogni caso, c’è la necessità di trovare le parole giuste.

Il film della Disney, Coco, raccontando una storia che ha come centro la famosa festa messicana de El Dia de Los Muertos, fornisce una preziosa opportunità per affrontare l’argomento con i bambini e offrire loro una spiegazione laica (ma, volendo, si può affiancare a quella religiosa, come, del resto, accade in Messico), inscritta in un contesto gioioso e festaiolo, che restituisce un senso all’evento luttuoso ed è consolatoria.

La storia

Miguel Rivera è un ragazzino dodicenne che sogna di diventare un musicista, ma è osteggiato dalla sua famiglia, che ha bandito la musica da quando la sua trisavola, nonna Imelda, venne abbandonata con la figlia Coco dal marito musicista.

Durante la celebrazione di El Día de Los Muertos, il ragazzo, per partecipare ad una gara di musica alla fiera di Santa Cecilia, ruba la chitarra del suo idolo Ernesto de la Cruz dal suo mausoleo.

Appena inizia a suonarla, viene misteriosamente trasportato in una dimensione alternativa in cui non può essere visto né ascoltato dai vivi, ad eccezione di Dante, un cane randagio.

Secondo la tradizione, infatti, se si sottrae un oggetto appartenuto a un morto, si è maledetti e si rimane intrappolati nella Terra dell’Aldilà, da cui, se non si riesce ad uscire entro l’alba, non si può fare più ritorno.

Per poter tornare indietro, Miguel deve ricevere la benedizione di un antenato. Così parte alla ricerca dei suoi parenti, in questo altro mondo pieno di musica e di colore.

Sull’esito della ricerca e sui numerosi colpi di scena, per non togliervi il gusto della visione, altro non vi dirò se non che è uno di quei film per bambini che si fanno amare anche dagli adulti.

La festa di El Día de Los Muertos

Mi voglio, invece, soffermare su alcuni aspetti della credenza popolare intorno alla festa, che possono essere utili a fornire ai bambini una spiegazione che potrà essere di conforto all’occorrenza.

Secondo la tradizione, lo spirito dei morti rimane in questa terra dell’Al di là, da cui ha la possibilità di fare ritorno una volta l’anno per vedere i propri cari, purché venga ricordato da qualcuno in questo mondo. Il ricordo  nel film avviene attraverso l’allestimento dell’ofrenda nel giorno dei morti, un altare dedicato al defunto.

Chi non viene ricordato è destinato a svanire e dove vada non è dato di sapere.

L’ofrenda, un simbolo del ricordo

E’ il ricordo ciò che tiene in vita i cari scomparsi, se non in una terra colorata e piena di musica, sicuramente dentro di noi. Perché ciò che la morte non può portarsi via è quanto delle persone rimane in chi li ha conosciuti, l’amore che è stato donato, gli insegnamenti trasmessi. L’altare rappresenta quello spazio interiore, in cui custodiamo il ricordo e a cui bisogna prestare cura e attenzione.

Molto spesso si tende a non parlare più di chi lascia questo mondo per timore di suscitare emozioni dolorose, ma è importante coltivare il ricordo, ciò che di bello ci è stato dato, quello che importante c’è stato trasmesso, perché quello spazio dentro di noi dev’essere nutrito affinché diventi fonte di ricchezza.

Perdendo il ricordo, smarriamo la radice di ciò che siamo.

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Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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