Una bambina guarda la TV in penombra
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Cosa fare se tuo figlio guarda troppa TV

Adolescenti e bambini: uso e abuso di TV
Quali sono i segnali di cui tenere conto?
Cosa fare se i nostri figli guardano troppa TV?
E’ necessario dare delle regole

Nel nostro articolo Binge watching e serie TV  abbiamo parlato del fenomeno del binge watching. Ma cosa fare quando riguarda i nostri figli?

Adolescenti e bambini: uso e abuso di TV

Nell’epoca di Internet, telefonini e playstation, l’allarmismo nei confronti dell’abuso di questi ultimi, ha fatto diventare quello di Televisione un peccato veniale. Ma non è così.

“Quando sostituiamo le relazioni umane con la televisione, ci disconnettiamo dalla nostra natura umana”  afferma la dottoressa Judy Rosenberg, psicologa e fondatrice del Psychological Healing Center di Sherman Oaks, CA. “Siamo fatti per essere connessi agli altri. Quando siamo ultra-connessi alla TV a scapito delle relazioni umane, finiamo per “morire di fame” emotivamente. Le relazioni reali e il lavoro della vita sono più difficili, ma al fine della giornata più arricchenti, ci fanno crescere e ci connettono agli altri.”

In realtà qualsiasi attività che si sostituisce alla vita reale diventa pericolosa, qualsiasi attività si configuri come dipendenza lo è, e sta a noi come genitori insegnare ai nostri figli a usufruire di tutte le meraviglie che il mondo moderno offre con moderazione, ad integrarlo con gli altri aspetti della propria esistenza.

Del resto, quando Leopardi trascorreva tutta la sua giovinezza sui libri, “uno studio matto e disperatissimo”, per sua stessa ammissione cercava di trovare rifugio dalla tristezza. Oggi, forse, avrebbe fatto binge watching (per saperne di più vedi Binge watching e serie TV).

Quali sono i segnali di cui tenere conto?

Secondo un ricerca commissionata da Netflix del 2013 il binge watching non è necessariamente un’esperienza solitaria. Tra coloro che trasmettono in streaming più episodi di una serie TV in una riga, più di un terzo (38%) preferisce farlo da solo; tuttavia, un 51% preferisce guardare con almeno un’altra persona.

Questo significa che non è la pratica in sé ad isolare.

Se un ragazzo fa binge watching dopo un esame è sano. Abbiamo detto che il 73% degli intervistati ha riconosciuto nel binge watching come un’esperienza positiva così come delle sue potenzialità antistress.  Perché non utilizzarle?

Il problema è quando si preferisce stare davanti alla Tv piuttosto che uscire con gli amici, fare uno sport, dedicarsi a una passione.

Per quanto possa talora essere rassicurante per un genitore avere un figlio adolescente o pre-adolescente seduto sul divano, sotto il proprio occhio vigile, in realtà una vita sociale attiva è ciò che deve rassicurare in questa fase della vita.

Per un adolescente (o pre-adolescente) la vita relazionale è fondamentale per la crescita. Gli amici sono lo specchio attraverso il quale il ragazzo si sperimenta, si riconosce, si mette alla prova.

In questa fase un uso esasperato del bingee watching può essere più che mai, se non sintomo di depressione, una spia di disagio e di malessere, di difficoltà con i pari o nella gestione dell’ansia.

Cosa fare se i nostri figli fanno binge watching

Parlarne. Parlare con i propri figli. Guardate le serie che guardano, informatevi e non perdete un gancio così importante con loro come quello che la televisione, con la sua compressione di esperienze umane offre.

Inoltre, condividere una passione è sempre un ponte che consente un avvicinamento.

Non dev’essere necessariamente una visione condivisa, contestuale.

E disponetevi all’ascolto.

Non c’è dialogo che non parta dall’ascolto e l’ascolto non dev’essere giudicante.

Dire “Spegni la televisione, stai sempre davanti a quell’apparecchio!” è come erigere un muro.

E poi partiamo poi da noi stessi: se ci apriamo noi è più probabile che si aprano loro.

E’ necessario dare regole

Scritta rules

In ogni caso è bene educare i figli all‘autocontenimento, a partire da piccoli.

Sì a fissare dei limiti alla visione della serie.

Il limite può essere temporale o può riguardare il numero di episodi.

Attenzione che il limite temporale può ritorcersi contro, provocando, specie con i bambini, comportamenti oppositivi, se si interrompe un episodio “nel bel mezzo di…”

Vero è anche che le serie finiscono col porre una serie di domande che servono a tenere agganciato lo spettatore, incuriosendolo.

Una soluzione a questo dilemma la propone la dr.ssa Carr che rileva come, di solito, le risposte alle domande sollevate in chiusura vengono date a metà dell’espisodio successivo.

Scegliere, quindi, la metà di un episodio come limite (magari si può vedere un episodio e mezzo, ripartendo la volta successiva da quella metà), significa dare una chiusura psicologica sufficiente per spegnere la TV serenamente.

E poi siamo flessibili.

Se torniamo all’esempio dell’esame, una serata davanti alla TV per smaltire lo stress non può che avere un effetto benefico.

Forniamo anche stimoli e attività alternative da porre in essere alla fine della visione. Anche una corsa, per esempio rilascia dopamine, e contrasta il rischio di andare incontro all’obesità e a malattie circolatorie che altre ricerche ventilano all’orizzonte dell’abitudine di fare scorpacciate  televisive.

Scrittrice, life coach, parent e teen coach. Per saperne di più visita il profilo Linkedin

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